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I pregiudizi alimentari sono probabilmente i più
duri a morire. Eppure in 100 gr. di birra "standard"
- quella scelta dalla stragrande maggioranza dei consumatori
italiani - sono contenute appena 34 calorie, le stesse offerte
dal classico (e da tutti, e da sempre, considerato dietetico
con le sue 35 calorie) succo d'arancia. Ma non finisce qui.Se
immaginiamo quindi una classica situazione da bar, nell'aperitivo
pre-dinner il classico piatto di pistacchi "pesa",
con le sue 608 calorie (riferite a cento grammi di prodotto),
circa 8 volte di più del bicchiere di birra (da 0,2
litri, pari quindi a 70 calorie). Mentre le olive nere (235
calorie), tre volte in più. E se sostituiamo la birra
con un aperitivo a base di vino le calorie (per la porzione
che scende a circa 100 gr.) salgono a 186. Mentre per un vermouth
dolce (porzione da 70 gr.) superano comunque le 100 calorie.Dovrebbero
bastare questi pochi esempi a far capire che la scienza non
può essere dalla parte di chi continua a credere che
esiste un rapporto diretto tra obesità ed eccessivo
uso di questa bevanda. La cosiddetta "pancia o grasso
della birra" in effetti non esiste: sono le abitudini
alimentari e gli stili di vita scorretti, tipici dei forti
consumatori di questa bevanda, ad essere responsabili della
loro linea non proprio invidiabile. È l'alto consumo
di alimenti grassi e calorici - peraltro tipici di alcune
zone continentali dove la birra è molto diffusa - il
vero responsabile dell'obesità di questi soggetti.
La birra, qualunque sia il tipo, contiene, oltre all'acqua,
anidride carbonica, quantità più o meno grandi
di sostante disciolte, quali principalmente zuccheri (3,5g
maltosio), destrine, albuminoidi, sostanze provenienti dal
luppolo, glicerina, acido succinico, sali organici ed inorganici
vari. C'è poi un interessante contenuto vitaminico,
in particolare vitamina B2 (Riboflavina), B9 (Folacina) e
B3 (Niacina). Ci sono poi altri aspetti non secondari come
per esempio il rapporto calcio-fosforo che è quasi
ottimale (circa 2), ed infine la presenza di bassissime quantità
di sodio (circa 10 mg su 100 g di prodotto).
Il valore calorico della birra è in pratica da ricondurre
al solo apporto energetico derivante dal suo contenuto in
alcool. I valori medi si aggirano intorno alle 34 chilocalorie
(Kcal) per 100 g. di prodotto, quindi 340 per litro. Per le
birre light (ALC- 1/3%) invece il contenuto è pari
a 28 Kcal, con un apporto in carboidrati pari a 1,3g, meno
della metà della birra "regular" o "normale".
Le birre più "robuste" fanno invece salire
il contenuto in calorie fino al massimo di 60 per 100 g. di
prodotto.
Per avere un metro di paragone, basterà considerare
che un litro di vino contiene in media 700-800 Kcal, prendendo
come riferimento una gradazione alcolica di 10-12 gradi. Il
che significa: consumando un litro di birra si immagazzineranno
molte meno calorie (circa 350-400) di quelle contenute in
mezzo litro di vino. In più, l'apporto alcolico sarà
certamente molto più limitato. Il segreto, ovviamente,
sta nel non eccedere nella quantità.
Il consumo moderato di alcool, comunque, influisce sulla composizione
corporea, riducendo in modo proporzionale la massa grassa:
l'alcool in piccole quantità infatti, ha un effetto
di regolazione del metabolismo dei grassi.Recenti studi scientifici,
hanno sottolineato l'effetto benefico della birra sul metabolismo
degli zuccheri, sulla coagulazione del sangue e sulla regolazione
della pressione arteriosa. La birra ha del resto una provata
azione antiossidante grazie ai polifenoli che agiscono contro
alcune sostanze tossiche, i radicali liberi, riconosciuti
come promotori di alcune malattie cardiovascolari e dell'invecchiamento
della pelle.
... "Chiara, rossa o scura è
una bevanda salutare a detta di tutti, medici e nutrizionisti
che ne ammettono e consigliano il consumo, purché in
modica quantità".
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