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Vino
e salute |
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Il vino è una sostanza complessa che pur contenendo
una relativa discreta quantità di potassio e, in
piccole quantità, molti minerali e vitamine (soprattutto
vitamina B) ha un apporto di sostanze nutrienti sostanzialmente
trascurabile.
Nonostante ciò il vino ha un ruolo nella dieta alimentare,
disponendo di talune proprietà fisiologiche in relazione
all'alcool etilico e ad altre sostanze 'minori' presenti
(glicerolo, tannini, catechine, ecc.).
Sulla base di recenti studi si può affermare che
bere vino ogni giorno in quantità moderata può
ridurre i rischi di malattie coronariche, soprattutto in
termini di riduzione di mortalità per infarti del
miocardio; sembrerebbe anche che l'alcool svolga una attività
preventiva per la formazione di trombi all'interno di vasi
sanguigni.
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Temperatura
di servizio |
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La scelta della giusta temperatura di servizio consente
di apprezzare al meglio le sensazioni olfattive e gustative
di un vino.
Una temperatura "bassa" è preferibile per
i "bianchi" in quanto esalta le doti di freschezza
di questo tipo di vini ma non è consigliabile per
i "rossi" in quanto evidenzierebbe troppo le sensazioni
di durezza dei tannini.
Una temperatura un po' più "'alta" al contrario
permetterebbe di poter meglio apprezzare l'insieme dei profumi
(bouquet) di un vino rosso, ma non sarebbe auspicabile per
i delicati profumi dei vini bianchi.
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Invecchiamento
e conservazione |
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Il vino durante l'invecchiamento subisce delle trasformazioni
chimiche che determinano cambiamenti di colore, di profumo
e di gusto.
La velocità di tali trasformazioni dipende da un
insieme di fattori quali, ad esempio: la tipo dei vitigni
usati, stili di produzione, anno della vendemmia, le caratteristiche
del terreno/clima.
L'insieme di questi fattori, infatti, condiziona la presenza
nel vino di acidi, alcool e tannini che, avendo caratteristiche
conservanti, agevolano una più lenta trasformazione
chimica del vino stesso; i vini bianchi, essendo normalmente
sprovvisti di tannini, sono più inclini a subire
fenomeni ossidativi e quindi a deteriorarsi.
I processi di trasformazione chimica subiscono un'accelerazione
nel caso di una conservazione sbagliata di un vino: una
buona conservazione è alla base di ogni possibilità
di invecchiamento (anche il vino teoricamente più
longevo, può deteriorarsi rapidamente nell'ambiente
sbagliato).
L'ambiente ideale per conservare un vino è la cantina,
si deve evitare assolutamente di conservarlo in un appartamento,
specie se vicino a fonti di calore.
La cantina deve essere un locale aerato (niente luoghi ammuffiti
e pieni di ragnatele!) e preferibilmente dovrebbe avere
talune caratteristiche: temperatura costante di 10-15 gradi,
umidità intorno ai 50-70 gradi, scarsità di
luce, assenza di forti odori nelle vicinanze delle bottiglie.Le
bottiglie vanno disposte in posizione orizzontale, o leggermente
inclinata, in modo che il vino umidifichi il tappo e lo
tenga elastico; inoltre le stesse andrebbero sistemate secondo
un preciso ordine, ponendo quelle di spumante e di champagne
nelle parti più fredde (vicino al pavimento) e i
vini rossi in quelle più calde.
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Aerazione
e decantazione |
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Le bottiglie richiedono spesso di essere aperte un po'
di tempo prima del consumo, per consentire al vino di "respirare"
attraverso uno scambio di aria (aerazione) con l'ambiente
circostante.
Questa pratica non è consigliabile per i vini più
giovani in quanto determinerebbe un'eccessiva ossigenazione,
alterando le loro caratteristiche gustative.
Per i vini molto invecchiati è comunque consigliabile
ricorrere alla decantazione che consiste nel travasare il
liquido dalla propria bottiglia ad un altro apposito recipiente
consentendo anche, attraverso un travaso controllato, di
separare i depositi accumulatisi nel tempo, od originatesi
durante la produzione, dal vino stesso.
La decantazione va effettuata lentamente, per non agitare
bruscamente il liquido, ed evitare che si riversino nel
nuovo contenitore eventuali residui.
Per ottenere i migliori risultati è necessaria una
caraffa, o meglio ancora un'apposito strumento (il decanter)
caratterizzato dalla particolare forma con ampia base (che
consente di ampliare la superficie ossigenabile) e collo
ristretto (per evitare il rapido diffondersi dei profumi).
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ABBINAMENTO
CIBO-VINO |
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Abbinare sapientemente 'cibo' e 'vino' significa creare
un'armonia di profumi e gusti, in modo da esaltare le caratteristiche
di entrambi.
Stabilire precise regole di abbinamento è molto difficile
in quanto sia il cibo che il vino sono sostanze complesse
che possono dare sensazioni gustative ed olfattive molto
diversificate; infatti, mentre il sapore dei cibi dipende
sia dagli ingredienti usati che dalle modalità di
preparazione della pietanza (una maggiore cottura conferisce
un sapore più amaro, l'utilizzo di spezie conferisce
sensazioni aromatiche, ecc.), le caratteristiche organolettiche
di un vino dipendono dal vitigno utilizzato, dai diversi
tipi di terreni e condizioni climatiche, oltre che dai diversi
stili di produzione (per esempio l'invecchiamento in botti
di legno rende un vino più corposo e morbido).
Questo comporta da una parte l'esigenza di ricorrere ad
esperti, dall'altra l'opportunità di dare indicare
solo generalmente la tipologia di vino da utilizzare.
Come regola generale in un buon abbinamento il vino non
deve predominare sul piatto e viceversa: il corpo del vino
deve essere adeguato alla struttura della pietanza. Un piatto
dal sapore delicato richiede un vino "leggero",
mentre un piatto ricco richiede un vino ben strutturato.
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Antipasti |
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Gli antipasti non richiedono vini troppo strutturati in
considerazione sia della consistenza della pietanza che
della necessità di servire i vini nel pasto secondo
un criterio crescente di corpo ed alcoolicità.
A tale scopo, vanno preferiti vini bianchi secchi (anche
spumanti) o eventualmente, se la pietanza è più
strutturata, si vini rosati o rossi giovani.
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Pasta
e riso |
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La pasta e il riso possono essere considerati cibi neutri,
nel senso che le caratteristiche gustative di tali pietanze,
e conseguentemente del vino che deve accompagnarle, dipendono
sostanzialmente dal condimento utilizzato.
Se il condimento è a base di pesce, sono da preferire
vini bianchi, più o meno corposi in relazione alla
struttura del piattoe.
Per condimenti a base di carne, si dovrebbe preferire un
vino rosso, purché non troppo corposo.
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Carne |
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La carne si presta ad essere cucinata in molti modi con
conseguente diversità delle caratteristiche gustative.
Come regola generale, le carni rosse preferiscono i vini
rossi mentre quelle bianche, specie se servite fredde, possono
essere accompagnate anche da vini bianchi di buon corpo.
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Pesce |
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Il pesce richiede generalmente vini bianchi, ma ci sono
eccezioni (per esempio un pesce grasso in umido) che fanno
preferire anche un vino rosso leggero.
Prodotti ittici dal sapore delicato (aragoste e frutti di
mare) si 'sposano' bene con vini bianchi secchi freschi
e delicati o con spumanti.
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Dessert |
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Contrariamente alla consuetudine, non è una buona
abitudine accompagnare dolci con spumanti secchi: i prodotti
di pasticceria richiedono vini amabili o dolci.
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Joyce s.a.s. di
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